Chi era Cesare Mattei?

Per capire i motivi che hanno spinto una mente brillante ed illuminata come Cesare Mattei a rinchiudersi in un castello, seppur bellissimo, in cima alla rupe di Savignano nell’Appennino bolognese, è indispensabile leggere tra le righe della storia della sua infanzia e della vita che si conduceva a Bologna, città natale, nei primi anni dell’800.

Cesare Mattei: nascita, vita politica, rimedi e morte
  • 11 gennaio 1809: Nasce a Bologna da ricca famiglia borghese di origini contadine (Loiano)
    • La famiglia si era arricchita attraverso la redditizia gestione di un negozio nel centro di Bologna ed acquistando beni immobiliari e fondiari nelle zone di Bologna, Budrio e Comacchio confiscati da Napoleone Bonaparte al Governo Pontificio (dichiarato decaduto dopo l’occupazione di Bologna nel 1796)
  • 1831: partecipa seppur indirettamente alla rivoluzione del ‘31
    • Incontro con Paolo Costa: Diventò per il conte maestro di vita ed amico intimo, fino alla morte del Costa avvenuta nel 1836
      (Approfondimento articolo)
  • 1837: È tra i 100 fondatori della Cassa di Risparmio in Bologna
    • Carriera politica e militare: Fu tenente colonnello e Capo di Stato Maggiore della Guardia Civica Bolognese
  • 1845: La morte della madre lo spinge a interessarsi di una nuova medicina con i primi esperimenti nella sua villa di Vigorso di Budrio
    • Passaggio all’elettromeopatia: Iniziò a studiare una “nuova medicina” basata sulla convinzione di ristabilire l’equilibrio elettrico nel corpo
  • 1847: Gli fu conferito il titolo di “conte” insieme al fratello Giuseppe in seguito alla donazione delle proprietà sul canale della Magnavacca al Papa Pio IX per aiutarlo a contenere l’avanzata austriaca
  • 1848: Lascia la politica, anche se viene eletto Deputato al Parlamento di Roma nel maggio dello stesso anno
    • fra il 1840 e il 1849 il conte Cesare Mattei concepisce e sviluppa l’idea della medicina elettromeopatica, assieme al progetto della costruzione del suo castello
  • 1850: Acquista i terreni delle rovine di Savignano
  • 5 novembre 1850: Posa la prima pietra della Rocchetta Mattei
    • Durante la costruzione tutte le famiglie del territorio di Savignano, che erano per lo più povere, trovano lavoro e benessere
  • 1860-1880: Periodo di massima fama grazie alla diffusione della sua “elettromeopatia
    • I prodotti venivano distribuiti inizialmente gratuitamente, soprattutto alle persone indigenti con le quali si mostrava sempre caritatevole e tutti i rivenditori ci guadagnavo: farmacisti, depositari e corrispondenti. Spesso giungevano al conte Cesare Mattei attestati di guarigione di pazienti, accompagnati da espressioni di ringraziamento e di lode
      (Approfondimento articolo)
  • 1881: i depositi riconosciuti ed autorizzati, oltre al deposito Centrale di Bologna (in Strada Maggiore), erano 26 in varie nazioni del mondo.
    • Dall’anno 1884 ne vengono aperti di nuovi in Belgio, negli Stati Uniti, ad Haiti e in Cina (da 26 diventarono ben 107)
  • 1886/1887: Il nipote Luigi Mattei, figlio del fratello Giuseppe, predestinato erede, al quale era stata affidata l’amministrazione di quasi tutte le proprietà, effettua errate speculazioni finanziarie che causano una gravissima crisi economica
    • Il conte Cesare Mattei decide di diseredare il nipote Luigi predestinato erede dei suoi beni, riuscendo a sanare la gravissima situazione grazie ad un suo collaboratore, Mario Venturoli (1858-1937)
  • 1888: Mario Venturoli viene adottato dal conte Cesare Mattei
  • 1889: nasce Maria Bonaiuti, la figlia della governante
    • si pensa che il conte Cesare Mattei abbia avuto una relazione segreta con Albina Bonaiuti, la sua governante, di 27 anni di età…
  • marzo 1894: Mario Venturoli sposa Sofia Condescu, di nazionalità rumena, con il pieno consenso del conte.
    • Il 24 agosto dello stesso anno, alla fine di un pranzo al castello, Sofia offre un caffè alla turca. Il conte, contrariato, accusa la Condescu di volerlo avvelenare per rubargli il tesoro dell’Elettromeopatia. Come conseguenza, il conte Cesare Mattei caccia Sofia ed il marito Mario Venturoli, diseredandolo
  • 15 marzo 1896: Inedita lettera al suo erede Mario Venturoli
    • Nell’archivio familiare bolognese di Maria Cristina Comini Zara è stata trovata questa inedita lettera del conte Cesare Mattei, particolarmente interessante perché venne da lui scritta il 15 marzo 1896, poco più di due settimane prima della sua morte. Le parole del conte fanno intendere che egli era cosciente dell’imminenza della fine, tanto che prevedeva che l’asma che lo opprimeva gli avrebbe impedito di condurre a termine la mia tomba
      (Approfondimento articolo)
  • 3 aprile 1896: Muore alla Rocchetta Mattei


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