Diversi libri e pubblicazioni spiegano cosa fosse questa nuova teoria inventata dal conte Cesare Mattei, oltre a tanti articoli su giornali e riviste dell’epoca:

  • Elettromiopatia, scienza nuova che cura il sangue e sana l’organismo
  • La scienza nuova del Conte Cesare Mattei e la scienza vecchia del Dottore C.
  • L’emancipazione dell’uomo pei rimedi Mattei
  • Vade-mecum dell’elettromeopatia

Come erano composti i “rimedi” del conte?

L’elettromeopatia (o elettromiopatia come la chiamò il conte) doveva essere il rimedio che curava tutti i mali in contrapposizione alla medicina dell’epoca, basando la sua efficacia sull’abbinamento di granuli medicati e liquidi detti “fluidi elettrici”:

  • granuli medicati sono preparati a base di piante e minerali, si ritiene che abbiano proprietà curative in grado di ripristinare l’equilibrio energetico dell’organismo
  • fluidi elettrici, invece, sono preparati a base di acqua e sostanze minerali e si ritiene che abbiano proprietà antinfiammatorie e analgesiche.

L’elettromeopatia viene utilizzata così per trattare una varietà di condizioni, tra cui:

  • Malattie croniche, come l’artrite, il diabete e l’ipertensione
  • Malattie acute, come il raffreddore, la febbre e il mal di testa
  • Problemi di pelle, come l’acne, l’eczema e la psoriasi
  • Problemi digestivi, come la gastrite, la colite e la stitichezza
  • Problemi muscoloscheletrici, come il mal di schiena, il mal di collo e l’artrosi

L’elettromeopatia però non è riconosciuta dalla medicina tradizionale e non esistono studi scientifici che ne dimostrino l’efficacia anche se ci sono documenti ed un elenco infinito di sostenitori che affermano di aver avuto successo nel trattare una varietà di condizioni con questi rimedi nel corso dal 1850 fino ai primi del ‘900.

Quali erano i principi fondamentali su cui si basava l’elettromeopatia?

Principi fondamentali:

  • L’organismo è un sistema complesso di energie che devono essere in equilibrio per garantire la salute.
  • Le malattie sono causate da un’interruzione di questo equilibrio.
  • I granuli medicati e i fluidi elettrici possono aiutare a ripristinare l’equilibrio energetico e promuovere la guarigione.

Similitudini e differenze con la medicina cinese:

  • Entrambi i sistemi ritengono che l’organismo sia attraversato da flussi energetici. Nell’elettromeopatia questi flussi energetici sono chiamati “forze elettromagnetiche“, in medicina cinese, sono chiamati “Qi“.
  • Entrambi i sistemi ritengono che le malattie siano causate da un’interruzione di questi flussi energetici: “disequilibrio energetico” e “disarmonia del Qi”.
  • Entrambi i sistemi utilizzano sostanze naturali per ripristinare l’equilibrio energetico. Granuli medicati e i fluidi elettrici e nella medicina cinese piante medicinali, minerali e tecniche di agopuntura.

Inoltre, l’elettromeopatia ha incorporato alcuni elementi della medicina cinese, come l’utilizzo dei meridiani energetici (canali attraverso i quali scorre il Qi) per localizzare le aree del corpo in cui è necessario ripristinare l’equilibrio energetico. La differenza sostanziale tra le due medicine è data dal fatto che l’elettromeopatia si basa su una teoria elettromagnetica, mentre la medicina cinese si basa su una teoria energetica.

L’energia elettromagnetica: importanza per la vita. Medicine nella storia

Diverse antiche medicine si basano sull’idea che l’energia sia fondamentale per la salute e che le malattie siano causate da un’interruzione di questa energia:

  • La medicina cinese, che utilizza l’agopuntura per stimolare i meridiani energetici del corpo.
  • La medicina ayurvedica, che utilizza i massaggi e le erbe per ripristinare l’equilibrio energetico del corpo.
  • La medicina tradizionale giapponese, che utilizza tecniche come il reiki e lo shiatsu per equilibrare l’energia del corpo.

Dopo la morte del conte Cesare Mattei, avvenuta nel 1896, l’azienda che creava e distribuiva i rimedi elettromeopatici viene affidata a suo figlio adottivo, Mario Venturoli Mattei*. L’elettromeopatia ha continuato a essere praticata in Italia fino agli anni ’50, quando è stata gradualmente sostituita dalla medicina tradizionale.

*Mario Venturoli Mattei (Bologna, 1840 – Bologna, 1920) studiò medicina all’Università di Bologna e si laureò nel 1863. Mario Venturoli Mattei era un uomo molto carismatico e un abile comunicatore e venne adottato dal conte Cesare Mattei per proseguire lo sviluppo e la distribuzione dei rimedi elettromeopatici. Ha scritto diversi libri sull’elettromeopatia, tra cui “La medicina del futuro” e “L’elettromeopatia: storia, teoria e pratica“.

Ma che fine ha fatto in Italia l’elettromeopatia e l’eredità del conte?

Immaginiamo di alzarci una mattina con un tremendo mal di testa, un bel raffreddore e qualche linea di febbre.

Apriamo il nostro armadietto dei medicinali dove teniamo sempre una scorta di Moment per ogni evenienza, l’aspirina ed il Vivin C per i malanni stagionali e la Tachipirina per la febbre. Non abbiamo bisogno di recarci dal nostro medico di fiducia perché sono sempre gli stessi medicinali che ci prescrive in queste occasioni e la farmacia sotto casa ce li vende senza ricetta.

Immaginiamo invece che in pochi decenni tutte queste medicine che il nostro farmacista ci può vendere “a banco” non vengano più prodotte e vengano ritirate dal mercato mondiale, relegando le ultime scatole rimaste in circolazione in bacheche di musei come ricordo di pochi nostalgici degli antibiotici*. Va bene che il nostro farmacista ci può vendere dei medicinali diversi, che il nostro medico ci possa prescrivere altre soluzioni per il nostro mal di testa, il raffreddore e la febbre, ma di antibiotici nemmeno l’ombra!!!

Questo è proprio quello che è successo ai rimedi del conte Cesare Mattei, a quei granuli e fluidi che per quasi un secolo hanno curato migliaia di persone in tutto il mondo, arrivando ad avere più di 200 depositi per la distribuzione capillare in ogni parte del pianeta, partendo da Bologna!

Che sia un caso che proprio l’anno prima della morte di Cesare Mattei un altro italiano diventi il precursore della scoperta della penicillina?

Che sia un altro caso che a metà del ‘900 viene dato il via ufficiale all’utilizzo di questi nuovi antibiotici e contestualmente l’ultimo deposito di elettromeopatia chiude i battenti?


*Antibiotici

Il primo ricercatore cui si deve la scoperta degli antibiotici è un italiano, Vincenzo Tiberio di origini molisane, un ufficiale medico del Corpo Sanitario della Marina Militare. Nel 1895 descrisse il potere battericida di alcune muffe anticipando di oltre 30  anni la scoperta della penicillina da parte di Alexander Fleming. E’ infatti nel 1928 che quest’ultimo riesce a caratterizzare la penicillina dando ufficialmente il via alla nascita degli antibiotici. La prima sperimentazione della penicillina su un essere umano fu fatta nel 1941 e due anni dopo ne venne autorizzato l’utilizzo in un ospedale militare.

A questo primo antibiotico si deve la cura di moltissime infezioni, come quelle della pelle, le polmoniti, le meningiti e le setticemie, le infezioni intestinali gravi che erano causa di morte anche in breve tempo. E fu solo l’inizio per arrivare al Moment, all’Aspirina, al Vivin C, alla Tachipirina…


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