Massoneria Egizia

Massoneria Egizia

La Massoneria Egizia (nota anche come Rito di Misraïm o Rito di Memphis) è una branca particolare della massoneria che si differenzia da quella tradizionale per il suo forte carattere esoterico, ermetico e alchemico, e per il richiamo ai misteri dell’antico Egitto.

Mentre la massoneria ordinaria (di origine anglosassone) si concentra sulla filantropia e sulla morale laica, quella Egizia punta sulla trasformazione spirituale interiore dell’iniziato attraverso lo studio della cabala, dell’alchimia e della teurgia.

Il mito dell’Egitto: tra la fine del ‘700 e l’inizio dell’800, anche grazie alla campagna d’Egitto di Napoleone, l’Europa fu travolta dall’egittomania: si credeva che l’antico Egitto fosse il custode della “Sapienza Primordiale“.
Scala di Napoli (1777): Napoli era la vera capitale mondiale della Massoneria Egizia. È qui che nacque il corpus rituale operativo protetto dalle famiglie nobiliari locali.
I pionieri: personaggi famosi e controversi come il Conte di Cagliostro fondarono i primi riti egiziani (Cagliostro creò il Rito Egiziano a fine ‘700, aperto anche alle donne).
I Fratelli Bédarride e Marconis de Nègre: all’inizio dell’800, in Francia e in Italia, soprattutto a Napoli, Venezia e Milano, si diffusero il Rito di Misraïm (parola ebraica per “Egitto“) e il Rito di Memphis.
Venezia: è il luogo in cui il Rito di Misraïm (il rito dei 90 gradi) è stato formalmente istituito e codificato a fine Settecento.

Caratteristiche principali

  • Una piramide di gradi: A differenza dei 3 gradi della massoneria classica o dei 33 del Rito Scozzese, il Rito di Misraïm arrivò a contare ben 90 gradi, e quello di Memphis addirittura 95 o 97 gradi.
  • La Scala di Napoli: Gli ultimi gradi (dall’87° al 90°) contenevano la cosiddetta Scala di Napoli (o Arcana Arcanorum), insegnamenti segretissimi legati all’alchimia interna, alla magia cerimoniale e alla filosofia neoplatonica.
  • L’unificazione di Garibaldi: Nel 1881, i due riti principali vennero fusi da Giuseppe Garibaldi (che ne divenne il Gran Jerofante), dando vita al tuttora esistente Rito di Memphis-Misraïm.

Se il conte Cesare Mattei fosse stato un iniziato ai massimi livelli della Massoneria Egizia (come afferma il presidente dell’AMCM Claudio Carelli nel video in fondo a questo articolo: 87° grado del Rito di Misraïm “Supremo Gran Maestro della Luce”) l’elettromeopatia risulterebbe la perfetta applicazione pratica e medica di quegli insegnamenti segreti:

1. La separazione e la purificazione alchemica

  • La dottrina degli Arcana: Gli alti gradi egizi insegnano l’alchimia trasmutatoria. Si prende la materia grezza, si distrugge, si purifica e si ricompone per estrarne l’essenza spirituale pura (il principio Spagirico).
  • La pratica di Mattei: Per creare i suoi rimedi, Mattei non usava la semplice diluizione omeopatica. Sottoponeva le erbe medicinali a complessi processi segreti di distillazione, fermentazione e calcinazione (coerenti con la spagiria alchemica), convinto di estrarre la “forza vitale” pura della pianta, lasciando il residuo tossico.

2. Il “Fluido Elettrico” e la Luce Astrale

  • La dottrina degli Arcana: A questi livelli si studia la manipolazione delle energie invisibili. Si parla di un “fuoco segreto“, dell’Anima Mundi o di un fluido universale (corrispondente alla “Luce Astrale” degli ermetisti) che permea e dà vita a ogni cosa.
  • La pratica di Mattei: Mattei chiamò la sua medicina elettro-omeopatia perché sosteneva di aver inoculato nei rimedi liquidi un “fluido elettrico vegetale”. Questa “elettricità” non era la corrente dei fili elettrici, ma un’energia magnetica e vitale invisibile, capace di riequilibrare istantaneamente le polarità del corpo umano. È la precisa traduzione medica del fluido universale degli alchimisti.

3. La Teoria delle Corrispondenze e i 5 Fluidi

  • La dottrina degli Arcana: Si basa sul principio ermetico Come in alto, così in basso. Il corpo umano (microcosmo) è governato dalle stesse forze dell’universo (macrocosmo).
  • La pratica di Mattei: Mattei teorizzò che le malattie derivassero dall’alterazione di due liquidi del corpo: il sangue e la linfa. Per curarli, creò 5 fluidi elettrici associati a 5 colori (Rossa, Blu, Verde, Gialla, Bianca), ciascuno dotato di polarità positive, negative o neutre. Questo schema ricalca perfettamente le dottrine esoteriche dei 5 elementi e delle polarità energetiche solari e lunari studiate nei templi egizi.

La conclusione storica

Non esistono prove che il conte Cesare Mattei possedesse libri o documenti relativi a un’iniziazione al 87° grado della massoneria egizia, né che tale iniziazione fosse all’origine dell’elettromeopatia. Le fonti storiche indicano piuttosto un percorso autodidatta, radicato nello studio dell’omeopatia, dell’alchimia, del magnetismo e dell’ermetismo, documentato dalle pubblicazioni del conte a partire dal 1874 e dai frammenti della sua biblioteca personale.

La conclusione logica

Se Mattei avesse posseduto l’87° grado, l’elettromeopatia non sarebbe stata una “scoperta medica isolata“, ma il tentativo riuscito di svelare al mondo la componente terapeutica della Pietra Filosofale. Avrebbe preso la magia cerimoniale e l’alchimia interna degli Arcana Arcanorum e le avrebbe racchiuse in boccette di vetro alla portata del popolo, trasformando la dottrina segreta in farmaci accessibili.

Dal canale youtube dell’Archivio Museo Cesare Mattei

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